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In Bosnia, Italia bella e vincente.

Centrata la qualificazione alla fase successiva di National League. Bella prestazione degli azzurri e risultato mai in discussione

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Ancora una bella prestazione per gli azzurri di Mancini, nonostante l’assenza del tecnico a causa del Covid. Bisognava completare bene l’opera e assicurarsi il passaggio al turno successivo di National League. Missione compiuta senza che il  risultato della sfida Polonia Olanda abbia mai avuto qualsiasi tipo d’importanza ai fini della classifica finale del girone.

Buona prestazione fin dalle prime battute con gli azzurri in grado di confermare la particolare propensione a presentare un calcio propositivo frutto di meccanismi collaudati, ripetuti a memoria e in grado di far male agli avversari.

Se proprio un appunto si vuole fare agli azzurri l’unica cosa che si può dire è che concretizzano davvero poco rispetto alla quantità e soprattutto alla qualità del gioco prodotto. Azioni su azioni che sfiorano a ripetizione il colpo del ko che tardando ad arrivare hanno l’effetto di tenere aperta una partita che non avrebbe alcun senso mantenere in bilico.

Primo tempo dominato in lungo e largo dall’Italia con trame di gioco precise e veloci frutto soprattutto di una prestazione superlativa di Insigne praticamente inarrestabile per buona parte della partita. La Bosnia, orfana di Dzeko anche lui positivo al Covid, fa quello che può, senza tuttavia dare mai l’impressione di mettere in difficoltà gli azzurri.

L’equilibrio iniziale viene meno dopo il ventesimo quando un recupero dell’ottimo Locatelli consente ad Insignel’ennesimo colpo da maestro che manda in porta Belotti che di prima intenzione fa secco il portiere avversario. Il vantaggio galvanizza gli azzurri che producono una serie di azioni pericolose, andando vicino al raddoppio, prima con Berardi e successivamente, sul finire del tempo, con il solito Insigne che con un tiro a giro manca per pochi millimetri il bersaglio.

Tra le due occasioni azzurre  qualche sussulto d’orgoglio per i padroni di casa che si fanno minacciosi con Prevljakche costringe Donnarumma al primo e unico vero intervento della serata.

Squadre a riposo con gli azzurri in vantaggio e secondo tempo che inizia sulla stessa falsariga. Italia  in completo controllo della partita e sempre più decisa e continua alla ricerca dell’occasione giusta per chiuderla. Occasione che arriva sull’asse Sassuolo,Locatelli Berardi, con il primo bravissimo a pescare a centro dell’area avversaria l’attaccante che chiude la partita quando scocca il minuto 68.

Gli ultimi venti minuti sono solo l’occasione per confermare quanto di buono si racconta sui ragazzi di Mancini. Fioccano ancora occasioni e il terzo gol sfugge davvero per poco quando Bernandeschi, subentrato dalla panchina, prende la traversa al termine dell’ennesima offensiva azzurra.

Al triplice fischio finale, l’Italia con merito festeggia non solo la vittoria ma anche il passaggio al turno finale della manifestazione a cui arriva da capolista indiscussa.

Una prestazione davvero entusiasmante per gli uomini di Mancini a cui va riconosciuto il merito di aver creato una squadra importante, una squadra in grado di dominare attraverso il gioco ogni avversario di cui avevamo da tempo perso la memoria.

 

 


Ronald Abbamonte

area calcio

Nato negli Stati Uniti, ma italiano da sempre, svolge attività di consulente nel settore energetico dopo una lunghissima esperienza nel settore commerciale. Negli ultimi anni ha deciso di riservare più spazio a quella che è stata da sempre una fedele e costante compagna di vita: la scrittura. Gli studi di stampo umanistico e la curiosità per tutto ciò che circonda la vita dell’uomo lo spingono a scrivere su tematiche diverse tra loro ma con lo spirito attento di chi guarda le cose per la prima volta.

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